Gorse nel DSM-IV

Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders

Fiore Gorse nel DSM-IV.  Gorse riguarda una situazione grave, o anche solo pesante, da cui si è convinti di non poter uscire. Il fiore soffre, ma non riesce a lottare.

Delirium, demenza, disturbi amnestici e altri disturbi cognitivi
(Fiore Gorse nel DSM-IV)

Demenza
F00.01 Demenza tipo Alzheimer, con insorgenza precoce con deliri [290.12] – F00.03 Demenza tipo Alzheimer con insorgenza precoce con umore depresso [290.13] – F00.00 Demenza tipo Alzheimer con insorgenza precoce non complicata [290.10] – F00.11 Demenza tipo Alzheimer con insorgenza tardiva con deliri [290.20] – F00.13 Demenza tipo Alzheimer con insorgenza tardiva con umore depresso [290.21] – F00.10 Demenza tipo Alzheimer con insorgenza tardiva non complicata [290.0] – F02.4 Demenza dovuta a malattia di HIV [294.9] – F02.8 Demenza dovuta a trauma cranico [294.1] – F02.3 Demenza dovuta a malattia di Parkinson [294.1] – F02.2 Demenza dovuta a malattia di Huntington [294.1] – F02.0 Demenza dovuta a malattia di Pick [290.10] – F02.1 Demenza dovuta a malattia di Creutzfeldt-Jacob [290.10] – F03 Demenza non altrimenti specificata [294.8]

Gorse
Per la cronicità del disturbo; se si ritiene che abbia cause ereditarie.

Disturbi dell’Umore
(Fiore Gorse nel DSM-IV)

Disturbi depressivi
F3x.x Disturbo depressivo maggiore [296.xx] – F34.1-355 Disturbo distimico [300.4] – F32.9 Disturbo depressivo non altrimenti specificato [311]
– convinzione di essere inguaribili.
– sentimento di disperazione (Disturbo depressivo maggiore).

Prof. Claudia Valsecchi

Il DSM-IV

DSM è la sigla, inglese, del Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali.
In questo manuale la classificazione delle malattie mentali si basa sulla sintomatologia, prescindendo da caratteristiche personali del paziente. Non si tiene però nemmeno conto delle teorie e delle scuole psichiatriche esistenti, si raggruppano solo i sintomi con criteri statistici, in base alla loro frequenza nelle patologie. E’ quindi soprattutto un ottimo testo di consultazione veloce, estremamente utile per la comunicazione tra professionisti.

La prima edizione di questo manuale, il DSM-I, uscì nel 1952, a cura dell’American Psychiatric Association (APA), con poco più di 100 voci. Seguì poi l’edizione del 1968 (DSM-II), quella del 1980 (DSM-III), per arrivare, nel 1994 al DSM-IV. Questa edizione (nella revisione del 2000) ci mostra oggi il grande sviluppo che ha avuto questo testo in ambito psichiatrico, presentandoci la descrizione di più di 350 patologie.

La classificazione dei disturbi è di tipo categoriale, i disturbi sono presentati in classi, con insiemi di criteri descrittivi. Disturbi e malattie sono classificati secondo la somiglianza con i prototipi delle categorie, con un numero prefisso di criteri. Per la diagnosi non è richiesto che questi criteri siano tutti presenti, ma ogni categoria ne ha un numero prefissato.

Sappiamo che non esistono netti confini tra i disturbi mentali, l’intelligenza del DSM-IV è anche quella di non proporsi alla classe psichiatrica in modo rigido, ma soprattutto come un grande affresco che renda possibile orientarsi tra i vari disturbi del paziente a suo vantaggio.

Il DSM-IV divide i disturbi mentali in 5 assi:
Asse 1 – Disturbi clinici; possibili condizioni oggetto di attenzione; patologie temporanee non strutturali; disturbi imputabili a patologie extracerebrali.
Asse 2 – Disturbi di personalità e ritardo mentale, stabili, strutturali.
Asse 3 – Malattie generali e disordini fisici.
Asse 4 – Problemi psicosociali e ambientali che possono determinare o aggravare il disordine psichico.
Asse 5 – Valutazione generale del funzionamento psichico del paziente.