Fiore di Bach | Wild OatIl fiore di Bach Wild Oat è il Bromus ramosus, avena selvatica, famiglia delle graminacee.
E’ il fiore n. 36, Aiutante, estratto con il metodo del sole.

Botanica
Pianta annuale infestante, dal fusto cilindrico lungo e vuoto. È antichissima, ne sono state rinvenute tracce in alcuni villaggi europei dell’età del bronzo (circa 7000 anni a.C.). La pianta ama i luoghi umidi e ombrosi, i cigli delle strade, le macchie, i boschi.
Wild Oat fiorisce da maggio ad agosto, i fiori sono minuscoli e secchi, senza involucro, portati da piccole pannocchie pendule. Si attaccano al pelo degli animali per farsi trasportare.

Principali parole chiave di Wild Oat
Mancanza di vocazione – Passività – Velleitarismo – Versatilità eccessiva – Immaturità
– Dilettantismo – Dispersività – Frustrazione.

Sintesi dello stato disarmonico di Wild Oat
L’indecisione di questo fiore riguarda soprattutto l’orientamento della propria vita, perché manca di una vocazione precisa, di una voce che lo guidi dall’interno, e questa viene sostituita dal desiderio di avere molto. Tutte le cose gli appaiono però sullo stesso piano, e la sua attenzione è solo ai risultati finali.
È un fiore ambizioso, ma resta troppo vago, rincorre solo il suo appagamento, che vuole immediato, altrimenti abbandona la situazione, frustrato e annoiato.

Al fondo di sé è una persona passiva, che anche se ha molte idee e prende iniziative, si aspetta che le cose si realizzino come da sole. Non lotta, non si dà da fare, così che raramente i suoi progetti hanno successo.
Nella vita sentimentale gli accade lo stesso: si innamora e si pone passivo, aspettando che il partner lo renda felice. Ma anche qui non ha tenuta, in genere inizia ad annoiarsi abbastanza presto, e abbandona.

Il risultato è che questo fiore, alla fine, resta solo un dispersivo e un velleitario.

Principali aspetti della struttura della personalità (psicodinamica di Wild Oat)
L’io è fragile, immaturo e poco strutturato nonostante sia affermativo. Il senso di sé è alto, proiettato in un futuro ideale (super-io). Il fiore ha infatti un ideale personale di grandezza, che però non raggiunge a causa della sua poca tenuta allo stress.
Il piacere è un tema molto presente ma disorganizzato, più come un’idea (e poco chiara) della sua ricerca che come capacità di goderne.

Cosa evita Wild Oat
Il fiore evita sistematicamente lo stress di attendere che le situazioni maturino.

Psicosomatica di Wild Oat
La tensione può insorgere acuta con l’età, quando il fiore si rende conto di non avere più infinite possibilità davanti a sé. La fase di depauperamento si presenta abbastanza presto, perché il fiore non ha molti modi per scaricare lo stress, e può cadere in uno stato permanente di infelicità.

Stato positivo di Wild Oat
Il rimedio agisce soprattutto sulle emozioni, equilibrandole e liberando così il mentale dall’ansia.
Si ritrovano calma e chiarezza, si entra più in contatto con se stessi e ci si libera dai condizionamenti.
Si conquista un equilibrio che permette finalmente di maturare e di prendere decisioni con sicurezza e ponderazione, dando così anche un indirizzo alla propria vita.

Utilità di Wild Oat
È uno dei rimedi principali per aiutare i giovani nell’orientamento professionale.
Negli individui passivi si somministra quando la floriterapia sembra impantanarsi e non fare progressi, oppure non funzionare del tutto.

Differenziare Wild Oat soprattutto da
Cerato: per l’insicurezza nelle scelte per paura di sbagliare per propria responsabilità.
Chestnut Bud: per l’immaturità; per la mancanza di preoccupazione per il futuro nonostante non concretizzino nulla.
Impatiens: per la difficoltà a portare avanti relazioni durature.
Scleranthus: per la difficoltà a costruire nel concreto e la frustrazione che ne deriva.
Vine: per l’avidità di successo; per l’incapacità di sentirsi appagati da quello che hanno ottenuto.