Fiore di Bach HoneysuckleIl fiore di Bach Honeysuckle è il Lonicera caprifolium, caprifoglio, famiglia delle caprifogliacee.
E’ il fiore n. 16, Assistente Spirituale, estratto con il metodo della bollitura.

Botanica
Honeysuckle è un rampicante molto diffuso in Europa che può vivere fino a 40 anni. Forma densi cespugli che possono raggiungere i 6 metri, anche se spesso si sviluppa per lo più orizzontalmente.
È una pianta notturna che ama l’ombra, cresce in luoghi non troppo esposti, boschi e sottoboschi, macchie.
Fiorisce da aprile a settembre. I fiori sbocciano su un’unica infiorescenza, hanno forma tubolare, esternamente sono rossi o color avorio (per preparare l’estratto Bach scelse quelli rossi, per la forza di questo colore di dissipare le ombre), l’interno è bianco luminoso, ma ingiallisce dopo l’impollinazione. I fiori si aprono la sera emanando un profumo intenso che può ricordare il miele (da cui il nome inglese).

Principali parole chiave di Honeysuckle
Rimpianti – Nostalgie – Malinconia – Rifiuto del nuovo.

Sintesi dello stato disarmonico di Honeysuckle
Il fiore è legato al passato, talmente prigioniero dei ricordi da preferirli alla realtà. Trae piacere dal ricordare, anche perché “ritocca” un pochino in meglio, qua e là, le cose andate male, e idealizza quello che ha avuto e vissuto un tempo, fantasticando di poter tornare indietro.
Se queste fantasie danno piacere, la realtà di aver perduto cose e persone (come è normale nella vita di tutti) è molto dolorosa, il fiore ne ha nostalgia e le rimpiange.
Può rimpiangere tutto: l’infanzia, la giovinezza, gli amori, la salute e la bellezza man mano che invecchia.
L’attaccamento al passato determina il rifiuto verso il presente e le novità, perché il fiore vorrebbe che tutto restasse inalterato nel tempo.

È un fiore sostanzialmente malinconico, che non riesce ad apprezzare quello che ha, che gli sembra sempre inferiore alle cose di un tempo.

Principali aspetti della struttura della personalità (psicodinamica di Honeysuckle)
L’io è forte e rigido, chiuso in un territorio troppo ristretto. Il fiore ha costruito la propria identità solo sui propri valori, senza quasi attingere elementi dall’esterno. Non c’è una particolare progettualità (super-io) quanto il rimpianto di un’immagine ideale di sé (inconscia) legata al sogno di recuperare cose perdute.
Il fiore cerca di riattualizzare nella fantasia il piacere emotivo legato a situazioni del passato.

Cosa evita Honeysuckle
Rifiutando di dare un nuovo inizio alla propria vita, con nuove iniziative e nuovi legami, il fiore non rischia nuove perdite.

Psicosomatica di Honeysuckle
La tensione non è alta, quanto cronicizzata. Il fiore vive piuttosto in uno stato di prostrazione, che sopporta male e che cerca di allentare con sospiri e rievocando cose piacevoli del passato, ma può indirizzarsi anche (fase di esaurimento) verso un vero e proprio quadro depressivo.

Stato positivo di Honeysuckle
Il rimedio agisce sulle emozioni, sbloccando la fissità malinconica a cui il fiore si è adattato.
È come se si dissolvesse una fitta ragnatela di ombre che aveva come imprigionato, e un nuovo afflusso di energia spinge verso la vita.
Il passato diviene così un bagaglio di esperienza che ha portato a una maturazione, si riesce a guardarlo con maggiore obiettività e ad accettare le cose come sono andate.

Utilità di Honeysuckle
Può aiutare i bambini troppo dipendenti dalla madre e dalla famiglia in genere.
Può essere utile nello svezzamento e nel ritardo mentale.
Il rimedio può aiutare anche nella stipsi cronica; la stasi venosa; i disturbi delle vie respiratorie; la depressione.
È utile nel lutto per aiutare il giusto distacco da chi è andato.
Aiuta gli anziani costretti a vivere da soli a essere più autonomi e meno malinconici.
Nelle malattie terminali può aiutare a prepararsi a staccare dalle cose del mondo.

Differenziare Honeysuckle soprattutto da
Star of Bethlehem: per i ricordi tristi che tornano continuamente nella memoria.
Sweet Chestnut: per la sofferenza dovuta a perdite subite.
Walnut: per la difficoltà a rompere con persone e situazioni.
Willow: per la difficoltà ad accettare di aver perduto persone, cose e situazioni.