Il fiore (Beech in erboristeria)

Fagus silvatica, Faggio.
Fiore n. 3, estratto con il metodo della bollitura.
Albero appartenente alla famiglia delle fagacee.

Droga utilizzata
Corteccia, legno, foglie, semi.
Principi attivi
Fenoli, flavonoidi, creosoli, mucillagini, inulina, potassio, ferro, calcio, solfati, tannini e l’alcaloide fagina.

Tossicità
La fagina ha un certo grado di tossicità, soprattutto per i bambini.
Il faggio vanta un antico uso alimentare. Le foglie venivano consumate bollite; le gemme, bollite in aceto, venivano conservate sott’olio. I frutti, le faggiole, si mangiavano crudi o leggermente tostati. Venivano usati anche come un surrogato del caffè.
Le faggiole sono tuttora usate come mangime per i suini e bovini, anche se raramente.

Proprietà per uso interno
allergie; astringente; antisettico; balsamico; calmante; depurativo; disinfettante; disinfiammante per le affezioni della pelle; diuretico; espettorante; febbrifugo; rinfrescante; stimolante della cellula epatica.

Proprietà per uso esterno
depurante cutaneo; antisebaceo cutaneo.

Utilità
affezioni cutanee; catarri; debolezza epatica; disturbi respiratori; eccesso di sebo cutaneo; intolleranze e allergie alimentari; orzaiolo; scottature.

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Le schede di erboristeria sono rivolte ai floriterapeuti e a chi si occupa di fiori di Bach, perché approfondiscano con questo studio l’insieme della pianta e il suo spirito.
Non rappresentano in alcun modo indicazioni terapeutiche e non hanno la pretesa di sostituire il medico.