Botanica le origini della vitaScuola di botanica 1
Botanica le origini della vita

(Botanica le origini della vita)
Il pianeta Terra si è formato circa 4 miliardi e mezzo di anni fa, con il progressivo raffreddarsi della crosta terrestre. La prima atmosfera del pianeta era formata dai gas che ancora fuoriuscivano dal suo interno, che restava ancora caldissimo. Era quindi un’aria non respirabile, completamente diversa da quella di oggi. Erano preponderanti l’anidride carbonica, il gas metano e l’ammoniaca, che si mescolavano alle nubi di vapore acqueo. L’ossigeno era ancora assente.

(Botanica le origini della vita)

Studiando i fossili ritrovati in alcune antichissime rocce, si è potuta ricostruire la nascita della vita sul pianeta, i cui primi segnali sono databili a circa 3 miliardi di anni fa, con le alghe verde-azzurre. Furono queste infatti le prime piante verdi del mondo, vivevano sui fondali degli stagni e dei laghi, protette dall’acqua dai pericolosi raggi ultravioletti del sole. Questi piccoli organismi si moltiplicarono e si diffusero, nacquero poi anche altri tipi di alghe. Alcune erano fornite di clorofilla, quindi capaci di ricavare ossigeno dall’acqua attraverso la fotosintesi clorofilliana. L’Ossigeno così liberato saliva verso l’alto, fuoriuscendo dall’acqua e andando ad arricchire l’atmosfera. Furono queste alghe a rendere abitabile il resto del pianeta. La presenza sempre maggiore di ossigeno nell’aria rendeva sempre meno dannosi i raggi solari, e alla fine sia le piante che i piccoli animaletti acquatici, ormai presenti anch’essi sul pianeta, poterono lasciare il loro rifugio acquatico e conquistare la terraferma.

Tradizionalmente le creature viventi sono sempre state divise in due regni, vegetale e “animale”. Oggi, la botanica sistematica, che classifica gli organismi secondo le loro caratteristiche morfologiche e funzionali, ha sostituito questi vecchi schemi dividendo il mondo dei viventi addirittura in 4 , 5, o più regni, poiché si sono scoperti gruppi difficili da identificare con precisione, avendo caratteristiche sia del mondo vegetale che di quello animale. Nel nostro studio ci interesseremo solo del mondo vegetale, ma andiamo comunque a guardare, nelle grandi linee, cosa differenzia soprattutto le diverse forme di vita.

Le piante, differentemente dagli animali, che hanno un corpo libero e mobile, sono fissate al substrato. Le loro cellule sono rivestite da rigide pareti di cellulosa e contengono ampi vacuoli pieni di liquido, mentre quelle animali non hanno una parete rigida, sono o prive di vacuoli o ne hanno di molto piccoli. Lo sviluppo della superficie a contatto con l’esterno delle piante è massima, con foglie, peli radicali, ecc., il loro accrescimento è illimitato e dura per tutta la vita dell’individuo. Per gli animali invece la superficie a contatto con l’esterno è minima, e il loro accrescimento è limitato, cessa quando l’individuo raggiunge lo stato adulto.
Per vivere le piante possono assumere unicamente le sostanze in forma liquida o gassosa. Si alimentano trasformando le sostanze inorganiche (autotrofia) attraverso il procedimento della fotosintesi, gli animali hanno invece bisogno di alimenti organici (eterotrofia), assumono alimenti anche solidi e non potrebbero nutrirsi di sole sostanze minerali.

Quello che però caratterizza maggiormente il mondo vegetale e lo rende unico è la presenza, nelle cellule vegetali, di organuli detti cloroplasti e il processo della fotosintesi clorofilliana. I cloroplasti sono piccoli organi che contengono i pigmenti di clorofilla e sono la sede del processo fotosintetico. La fotosintesi clorofilliana è un processo chimico esclusivo del mondo vegetale.

Ci sono almeno 4 tipi di clorofilla, un pigmento verde assimilatore, che si trova soprattutto nelle foglie verdi e nelle porzioni giovani dei fusti. I petali dei fiori ne sono privi e si colorano per opera di altri pigmenti presenti nel succo della pianta. La clorofilla ha il compito essenziale di assorbire l’energia radiante del sole (luce) e di incanalarla verso quella serie di reazioni chimiche (fotosintesi clorofilliana), a cui partecipano vari enzimi e sostanze minerali e che consiste essenzialmente nella capacità dei cloroplasti di coniugare insieme acqua e anidride carbonica, utilizzandole come materie prime per fabbricare glucosio, e liberando allo stesso tempo ossigeno.

Il cloroplasto sottrae infatti alle molecole di acqua e di anidiritde carbonica meno ossigeno di quanto ne ha bisogno per fabbricare il glucosio, così che l’ossigeno eccedente si libera nell’aria. Il glucosio così fabbricato viene immagazzinato dalla cellula sotto forma di amido, accrescendo il corpo della pianta e divenendo uno dei principali nutrienti del mondo animale.

Solo i vegetali possono infatti assumere la sostanza inorganica minerale ed elevarla, attraverso la fotosintesi, al rango di sostanza organica. Gli animali possono così prendere dai vegetali, o da altri animali erbivori, la sostanza organica già pronta che i vegetali hanno accumulato nel loro corpo. Vediamo così come il mondo vegetale sia alla base della vita del mondo animale, che attraverso la pianta trova i minerali necessari resi assimilabili.

Entrambi, animali e vegetali, alla loro morte, e durante la vita come prodotti di rifiuto, restituiscono all’ambiente le sostanze organiche, di cui molte tornano allo stato minerale e vengono poi nuovamente assunte da altri vegetali, ricominciando il ciclo.

(Botanica le origini della vita)

Questo breve corso di botanica non ha pretese accademiche, si prefigge unicamente di rendere il mondo vegetale meno sconosciuto e più accessibile a chi ama le piante e i fiori.
I testi sono stati derivati da: Dizionario di Botanica, Rizzoli; B. Anzalone, Botanica farmaceutica, Japadre; Biologia 1, Feltrinelli.

Vai a NOMENCLATURA