Botanica, il fioreScuola di botanica 6
Anatomia delle piante, il fiore

Il fiore è un organo caratteristico delle piante dette superiori (o angiosperme, evolutivamente più recenti). Contiene gli organi riproduttivi della pianta e la sua funzione è quella di assicurare la riproduzione della specie.

Ogni fiore è costituito dalla parte terminale di un ramo detta asse fioreale, che spesso si presenta accorciata e allargata (ricettacolo) e sulla quale sono inserite, secondo schemi diversi, un certo numero di foglie particolari (alcune sterili e altre fertili) da cui originerà il fiore.

E’ un organo complesso. In alcuni fiori, dove il calice è formato dai sepali e la corolla è formata da petali, questi sono distinguibili. L’intero involucro fiorale si chiama perianzio, e tutti gli elementi fiorali sono disposti attorno agli organi centrali riproduttivi. Il sepalo deriva dalla trasformazione di una foglia, e si pone all’esterno del fiore con funzione protettiva, avvolgendolo prima che si apra. Può essere colorato, può essere assente.

Nei fiori che non hanno il calice e la corolla distinti, l’involucro esterno è detto invece perigonio e contiene foglie fiorali dette tepali. Questo tipo di fiore si presenta in genere con un unico verticillo di elementi fiorali. Il verticillo è la riunione di elementi che nascono nello stesso punto.
Perianzio e perigonio hanno soprattutto la funzione di richiamare gli insetti.

Spesso, in prossimità di un fiore o di un’infiorescenza, si trovano le brattee, particolari foglie, in genere piccole e robuste, che possono avere funzione protettiva dei boccioli, ma anche nettarifera o disseminatrice.

Al centro del fiore si trovano gli organi riproduttivi. I fiori possono avere tutti organi femminili (pistilli), tutti maschili (stami), oppure essere ermafroditi. Gli elementi femminili costituiscono il gineceo, quelli maschili l’androceo. Ci sono anche fiori sterili. I fiori bisessuali sono detti perfetti, quelli femminili pistilliferi, quelli maschili stamiferi. Alla base dei pistilli e degli stami può trovarsi il nettario, una piccola formazione in cui viene secreto il nettare.

I pistilli in genere si fondono tra di loro per formare un unico organo, al cui interno è contenuto l’ovario, la cui posizione, più o meno profonda, dipende dalla forma del ricettacolo, su cui poggia. L’ovario deriva dalla fusione dei margini di una o più foglie carpellari. Il carpello è formato da particolari foglie fiorali che si trasformano e delimitano la cavità detta loggia carpellare dove sono contenuti gli ovuli.

Il fiore viene classificato anche secondo la simmetria dei suoi elementi (fiori regolari, irregolari, zigomorfi, ecc.); il numero degli elementi del perianzio (fiori monandi, diandi, triandi, poliandi, ecc.) e secondo la lunghezza degli stili dei pistilli (fiori lungistili e brevistili).

La funzione riproduttiva

Il gineceo è costituito da uno o più pistilli. La base del pistillo è ingrossata e contiene l’ovario, costituito da carpelli ripiegati su se stessi contenenti gli ovuli. E’ sormontata da uno stilo che termina in alto con lo stimma, organo atto a trattenere il polline.

L’androceo è costituito da 1 o più stami. Ogni stame ha un filamento alla cui sommità si trova l’antera, l’organo al cui interno matura il polline, che viene lasciato fuoriuscire quando è maturo.

L’ autoimpollinazione o impollinazione incrociata, è quella che avviene tra stami e pistilli del medesimo fiore o di fiori differenti della stessa pianta, ed è possibile solo in quelle piante in cui stami e pistilli giungono a maturazione nel medesimo periodo. Alcune piante sono invece conformate in modo da impedire questo tipo di impollinazione (sviluppando fiori eteromorfi, cioè con stami e pistilli, o con solo gli stami, di lunghezza differente).
Quando il polline proveniente dall’antera perviene sullo stimma, germina producendo un tubetto pollinico che penetra nello stilo del pistillo fino a raggiungere l’ovario, dove feconda l’ovulo o gli ovuli.

La nuova piantina si sviluppa dall’oosfera fecondata, con un minuscolo embrione che spesso viene nutrito da un tessuto di riserva originatosi anch’esso dalla fecondazione. L’ovulo contenente l’embrione si sviluppa trasformandosi in seme, mentre l’ovario ingrandisce e si trasforma in frutto.

L’impollinazione viene spesso effettuata dagli insetti, richiamati dalla vistosità delle corolle e dal profumo dei nettari. Il colore dei fiori è dato dalla presenza di particolari pigmenti e dai cromoplasti.

L’infiorescenza

Come le foglie, anche i fiori possono essere peduncolati oppure sessili. In base alla loro posizione sulla pianta i fiori si distinguono in solitari, terminali o laterali al fusto o ai rami. I fiori riniti fra di loro in diversi modi costituiscono le infiorescenze.

A parte il caso in cui il fiore si presenta isolato (infiorescenza uniflora) abbiamo infiorescenze semplici, con un solo ordine di ramificazioni (dette cimosa, racemo o grappolo, corimbo, spiga, ombrella, capolino o calatide).

Le infiorescenze composte sono tutte le altre, con più di un ordine di ramificazioni, dove l’asse primario porta, anziché fiori, assi secondari che a loro volta portano i fiori (queste sono dette racemo composto o pannocchia, ombrella composta, spiga composta).

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